venerdì , 24 marzo 2017
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Alla scoperta del Tibet. Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani
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Allestita presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale con sede a Palazzo Brancaccio e aperta dal 5 dicembre 2014 all’8 marzo 2015, la mostra Alla scoperta del Tibet. Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani costituisce una preziosa occasione per ammirare una produzione artistica di grandissimo pregio giunta in Italia grazie alle numerose spedizioni …

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Spiritualità orientale

museo arte orientale tucci romaAllestita presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale con sede a Palazzo Brancaccio e aperta dal 5 dicembre 2014 all’8 marzo 2015, la mostra Alla scoperta del Tibet. Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani costituisce una preziosa occasione per ammirare una produzione artistica di grandissimo pregio giunta in Italia grazie alle numerose spedizioni che Tucci, al quale lo stesso museo è dedicato, condusse in Tibet tra il 1926 e il 1948.

L’esposizione è stata realizzata grazie alla proficua collaborazione con University of Vienna CIRDIS, Center for Research and Documentation of Inner and South Asia, Austrian Academy of Sciences Institut für Kultur – und Geistesgeschichte Asiens, e FWF: Der Wissenschaftfonds, Vienna, e vuole mettere in luce lo stretto legame che da anni unisce la Soprintendenza di Palazzo Brancaccio ai maggiori istituti di studio di arte orientale a livello internazionale.
La prima sezione della mostra ospita quaranta immagini – scelte tra le ventimila conservate nell’archivio Tucci – scattate da fotografi che accompagnarono lo studioso nei suoi viaggi in Tibet e Nepal (ricordiamo Eugenio Ghersi, Fosco Maraini e Felice Boffa); esse immortalano, attraverso sapienti giochi di luce, l’avanzare della spedizione tra le montagne, paesaggi unici al modo e monasteri oggi scomparsi o andati in rovina. Ogni scatto sembra rappresentare una tappa verso l’infinito, verso quella vetta che ci rende consapevoli della limitatezza umana di fronte alla perfezione della natura.

La secondo sezione, più corposa, è formata esclusivamente da dipinti di carattere religioso, realizzati in un arco cronologico databile tra il XIV e il XVIII secolo. Si tratta, per la maggior parte, di dipinti su stoffa in linea con i principali stili artistici e regionali del Tibet. Perché, è anche attraverso le immagini che il praticante Buddhista raggiunge la bodhi, ovvero l’illuminazione. Raffigurazioni sia di personaggi storici quali maestri spirituali e committenti, sia di personalità del mondo del divino, con immagini del Buddha, di importanti Lama e delle divinità protettive facenti parte di quel pantheon invocato nelle quotidiane preghiere tibetane.
Tra le opere esposte merita una menzione particolare il manoscritto Astasāhasrikā Prajňāpāramitā Sūtra su carta di riso, risalente al XVII secolo. Gli insegnamenti del Buddha, i Sūtra, sono riproposti e illustrati in modo minuzioso e calligrafico all’interno di questo testo che divenne particolarmente popolare nel Tibet occidentale.
La mostra diventa un intenso viaggio spirituale e un cammino verso la natura più pura e incontaminata di quell’Oriente «verso cui ancora sussistono tante barriere con l’inerzia propria dei pregiudizi e dell’ignoranza» e mira «a valutare nella sua giusta proporzione la significazione storica di tanta parte del mondo, entrata ormai nella storia con propria consapevolezza del proprio peso e la cui voce è destinata a farsi sempre più autorevolmente sentire nell’equilibrio internazionale».

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La mostra continua:
Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” – Palazzo Brancaccio
Via Merulana 248 – Roma
dal 5 dicembre 2014 all’8 marzo 2015
martedì, mercoledì, venerdì 9-14; giovedì, sabato, domenica e festivi 9-19.30

Alla scoperta del Tibet. Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani
a cura di Deborah Klimburg-Salter
catalogo Skira Editore
la mostra e il catalogo sono stati realizzati con il contributo di Robert YC Ho e di John e Fausta Eskenazi

8,00

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