mercoledì , 16 agosto 2017
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Andrea Branzi. Filastrocche
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Andrea Branzi indaga nuove esperienze di scrittura di testi teorici attraverso collage, poesie componibili o allo specchio, presentando esperienze rivolte a dilatare lo spazio della comunicazione. Lo ammetto, nel momento in cui mi è arrivato l’invito da parte della redazione di andare a vedere una mostra sulle filastrocche ho pensato che si fossero sbagliati. “Che …

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Disegni di architettura a Milano

jannoneAndrea Branzi indaga nuove esperienze di scrittura di testi teorici attraverso collage, poesie componibili o allo specchio, presentando esperienze rivolte a dilatare lo spazio della comunicazione.

Lo ammetto, nel momento in cui mi è arrivato l’invito da parte della redazione di andare a vedere una mostra sulle filastrocche ho pensato che si fossero sbagliati. “Che c’entro io con i bambini?” mi sono detto. Non so come ma il manifestino giallo della mostra mi ha riportato alla mente Rodari e la torta in cielo! Niente di più lontano dalla realtà… Andrea Branzi è uno dei padri fondatori del design italiano e personalità di spicco nell’ambito del design e della moda odierno.
Nato nel 1938 e laureatosi in architettura a Firenze nel 1966, fa parte del gruppo Archizoom Associati con il quale comincia a interessarsi sin dagli inizi della sua carriera di città e urbanistica, con il progetto No-Stop-City, teoria per un sistema metropolitano diffuso, e di design, con il divano Superonda, con il quale dà il la ad una carriera eccezionale. Gran parte dei suoi progetti oggi sono giustamente custoditi da un’altra celeberrima creazione tutta italiana: il Centro Pompidou di Parigi del maestro Renzo Piano. Nel 1974 approda a Milano dove lavora con Ettore Sottsass e con il quale fa parte della Consulenti Design Milano. Qualche anno dopo vince il Compasso d’Oro per il progetto di ricerca Centro Design Montefibre. Nel 1982 apre un proprio studio e allarga la sua attività all’architettura e all’urbanistica, all’interior design e industrial design. Collabora con i brand più importanti del made in Italy come Cassina, Alessi, Vitra e molte altre; collabora con numerose riviste, docente di design e scrittore, fonda Domus Academy, arrivando a vincere un altri due Compasso d’Oro, uno per l’attività di progettista e teorico, e un altro per la carriera.
Una straordinaria carriera impietosamente condensata in una dozzina di righe, righe nelle quali si sarà notato non è mai stata pronunciata la parola arte. Sì perché la mostra in scena alla Galleria Antonia Jannone e che sta per terminare questo weekend non tratta di design. E alla mostra non troverete una sola riga che vi racconterà chi è Andrea Branzi, né troverete la sua carriera esposta. L’esposizione è pura arte, quasi più poesia. Anzi, è proprio poesia, versetti e prose: infatti prende il titolo Filastrocche. Branzi crea un percorso non delineato nel quale ci si muove liberamente tra 30 totem sui quali poggiano dei libri semiaperti e speculari: ciascuno di loro contiene delle filastrocche, dei disegni e uno specchio, strumento attraverso il quale si può entrare nelle filastrocche, sbirciandoci dentro, quasi a voler aprire una finestrella su un mondo fantastico. Le filastrocche sono varie e variopinte, e la loro cadenza varia in modo da creare gioia, divertimento, introspezione e a tratti anche apprensione. Poi alzi lo sguardo e torni alla realtà: lì, grande, sovrastante, sulla parete si trova un’enorme pergamena contenente il nuovo ABC dell’architettura e dell’urbanistica: 10 Modesti Consigli per la Nuova Carta di Atene, incastonati in un infinito testo che tratta del mondo di oggi, nel quale noi viviamo senza più un esterno, né politico né geografico; un mondo globalizzato costituito dalla somma di tante crisi locali economiche e ambientali. Troppo complicato, vuoi scappare, non lo leggerai mai tutto, meglio le filastrocche e le tre scenografie dedicate a Pinocchio (1190-2014), un collage su litografia dei frammenti più crudeli della celebre fiaba. E mentre stai per uscire trovi posto in bella mostra un Pinocchio semovente (2014) snodato e oscillante, probabile riferimento all’instabilità e all’ambigua adattabilità verso il concreto di certi personaggi nel mondo reale che a tutt’oggi percorrono la vita politica e sociale, ma che riporta alla mente anche Collodi, ma anche Rodari e la torta in cielo e tutta la nostra infanzia, in un labile e bellissimo confine tra fantasia e realtà.

Per cs

La mostra continua:
Antonia Jannone – Disegni di architettura
c.so Garibaldi 125 – Milano
orari: dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30
la mattina su appuntamento
www.antoniajannone.it

Andrea Branzi. Filastrocche
fino a sabato 1 marzo
le opere grafiche sono state realizzate da Lithos Edizioni

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