giovedì , 25 maggio 2017
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Angelo Mangiarotti
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In occasione del Salone del Mobile, alla Galleria Sozzani di Milano è allestita una mostra antologica che ripercorre la straordinaria carriera dell’architetto Angelo Mangiarotti vissuta all’insegna della correttezza della professione. Non posso non citare il fatto che io sia un ingegnere, e che quando mi hanno chiesto di andare a vedere le mostra Retrospettiva per …

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“La felicità viene dalla correttezza”

galleria-sozzani-milanoIn occasione del Salone del Mobile, alla Galleria Sozzani di Milano è allestita una mostra antologica che ripercorre la straordinaria carriera dell’architetto Angelo Mangiarotti vissuta all’insegna della correttezza della professione.

Non posso non citare il fatto che io sia un ingegnere, e che quando mi hanno chiesto di andare a vedere le mostra Retrospettiva per i 60 anni di attività dell’architetto Angelo Mangiarotti hanno aggiunto che forse avrei storto il naso. In effetti Mangiarotti è stato architetto, urbanista, designer, scultore, tutto fuorché un ingegnere. Ma anche per chi appartiene a quest’ultima categoria è innegabilmente uno dei grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento. Milanese doc, ha svolto un’intensa attività di docenza presso università italiane e straniere per trasmettere la propria idea e il proprio metodo, influenzando generazioni di architetti e designers. E ingegneri. Il suo credo nell’architettura era in un’arte pratica, sobria e funzionale, così come il disegno industriale che era, per lui, espressione di manualità artigianale, sempre nel rispetto della materia elaborata e dell’effettiva praticità.

La Galleria Carla Sozzani presenta una retrospettiva che ripercorre la straordinaria carriera dell’architetto Mangiarotti, attraverso disegni, modelli di studio, oggetti di design, fotografie, sculture, filmati provenienti dall’Archivio Studio Mangiarotti di Milano. Proprio il contesto (anche storico) aiuta a capire meglio le opere e le interpretazioni dell’architetto: uscendo dalla stazione di Porta Garibaldi inevitabilmente si alza la testa verso le facciate e l’antenna degli edifici del nuovo e ultramoderno polo di Cesar Pelli (movimento moderno, in minuscolo); poi ci si dirige verso Corso Como e i bastioni di Porta Nuova, e il contrasto è evidente. La galleria si trova in una corte dalla bellezza tipicamente meneghina, raccolta su sé stessa, tra musica jazz e piante rampicanti, il luogo ideale per un milanés come Mangiarotti che non ha mai smesso di perseguire gli ideali di eleganza e bellezza, razionalità e produzione industriale, pulizia della forma e semplicità.

Dopo aver conseguito la laurea presso il Politecnico di Milano nel 1948, Angelo Mangiarotti, si avvicina agli ideali del Movimento Moderno (maiuscolo) per poi superarli, sempre all’inseguimento di un funzionalismo assolutamente rigoroso, realizzando opere innovative capaci di coniugare l’economia dei mezzi e la qualità estetica delle strutture. La sua attività progettuale, che espresse i propri fondamenti teorici nel libro In nome dell’architettura pubblicato nel 1987, è nel mettere in evidenza le caratteristiche intrinseche di ogni oggetto, in quanto solo una progettazione “oggettiva” è riconoscibile ed accettata dalla collettività, ed è ben rappresentata nella mostra. Dotato di una creatività eclettica i suoi progetti spaziano dai gioielli, tavoli e arredi, sistemi per uffici, vasi, lampade, oggetti per la tavola, abitazioni, strutture industriali, infrastrutture fino a progetti di riqualificazione urbana. Nel film della sua vita rappresentato a parete ciascuno potrà scoprire oggetti che ha usato o che hanno fatto parte della propria vita (una sedia, una macchina da cucire…), piuttosto che edifici che conosce o che vive quotidianamente, dei quali naturalmente si possono avere opinioni delle più disparate (cito la Stazione di Rogoredo, una su tutte, che il sottoscritto non ha mai apprezzato, o gli edifici residenziali con Morassutti, fantastici). Completano la mostra alcuni modellini e sculture in vetro soffiato o in alabastro, comode sedie e un video didattico nel quale l’architetto racconta del cambiamento delle arti e del suo motto “La felicità viene dalla correttezza”, nel quale individua nella correttezza della professione, oggi quasi del tutto smarrita, nel senso civile e nell’impostazione etico e filosofica un riferimento unico ed eccezionale.

La mostra continua:
Galleria Carla Sozzani

corso Como 10 – Milano
dal 9 al 14 aprile 2013 aperto tutti i giorni dalle ore 10.30 alle ore 21.00
dal 7 al 28 aprile 2013 martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30;
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00; lunedì, ore 15.30 – 19.30
www.galleriacarlasozzani.org

Angelo Mangiarotti
Retrospettiva: 60 anni di attività dell’Architetto Angelo Mangiarotti
disegni, modelli di studio, oggetti di design, fotografie, sculture, filmati provenienti dall’Archivio Studio Mangiarotti di Milano
fino a domenica 28 aprile

8,00

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