mercoledì , 16 agosto 2017
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Bum un ranger in azione
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A un anno dalla scomparsa di Sergio Bonelli, il noto editore di Tex, Dylan Dog, Zagor e Mister No (questi ultimi creati da lui con lo pseudonimo di Guido Nolitta), Topolino, il più famoso settimanale a fumetti d’Italia, gli rende omaggio con una storia western realizzata in toto da Corrado Mastantuono. L’eclettico autore romano, in …


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Il mio nome è Willer. Bum Willer

A un anno dalla scomparsa di Sergio Bonelli, il noto editore di Tex, Dylan Dog, Zagor e Mister No (questi ultimi creati da lui con lo pseudonimo di Guido Nolitta), Topolino, il più famoso settimanale a fumetti d’Italia, gli rende omaggio con una storia western realizzata in toto da Corrado Mastantuono.

L’eclettico autore romano, in forza, oltre che su Topolino, anche su Tex, sfrutta il filone delle parodie d’autore, che tanto hanno caratterizzato il mondo dei paperi e dei topi di casa Disney, per calare Bum Bum ghigno, Paperino e Archimede (ribattezzati per l’occasione Bum Willer, Pap Carson e Architaigher), nell’assolato e polveroso Arizona, scenario tipico delle avventure del ranger bonelliano. Mastantuono riesce nel non facile compito di amalgamare questi due universi narrativi realizzando una storia leggera e al contempo avventurosa, in grado di appassionare i più severi lettori texiani e divertire il pubblico disneyano.

Bum un ranger in azione è un’opera per grandi e per piccini, come si diceva una volta, un fumetto che può passare tranquillamente da un padre a un figlio e, in qualche modo, legarli ancora di più. Ma soprattutto una storia che non mancherà di coinvolgere tutti gli amanti del fumetto in generale. Il segno di Mastantuono, ricco e raffinato, riesce nell’impresa di rendere scenari realistici con il tratto tipico del fumetto disneyano senza cadere nel grottesco. Un’altra nota di merito va alla sceneggiatura, sempre opera di Mastantuono (ormai sempre più a suo agio come autore completo), capace di mettere in bocca ai paperi disneyani le battute tipiche che hanno contribuito alla fama e alla longevità di Tex e i suoi pards.

Tavola dopo la tavola, tra banditi mascherati, inseguimenti e sparatorie con gli indiani, la trama si evolve in un turbinio di citazioni, in un gioco costante che l’autore instaura con i suoi lettori, che trova l’apice nella riproposizione di una classica scenetta texiana: un sostanzioso pranzo, a base di bistecche alte tre dita e tante patatine, in un tipico saloon della frontiera americana. Solo che, stavolta, si tratta di un posto speciale: il Chain of Nolitta. Con questo omaggio nell’omaggio è come se gli eroi disneyani non solo indossassero i panni di Tex e compagni ma entrassero nella “domus” Bonelli, e con loro tutti gli altri eroi delle nuvole parlanti italiane. Un luogo magico, sospeso nello spazio e nel tempo, dove questi personaggi possono riunirsi e celebrare un uomo che tanto ha dato al “fumettomondo”, un posto dove anche i lettori, con la fantasia, possono accedere e ascoltare infiniti aneddoti.

E mi piace immaginare Tex, Carson, Zagor, Cico e Jerry Drake seduti insieme, con i boccali di birra fresca colmi, mentre raccontano tutte le storie che Sergio Bonelli aveva pensato per loro e che non avuto il tempo di scrivere.


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