venerdì , 28 luglio 2017
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Gea Casolaro – Con lo sguardo dell’altro
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Dal 7 Aprile all’11 Giugno, al Macro di Via Nizza, è stata allestita la mostra fotografica (e non solo) Con lo sguardo dell’altro che contiene i lavori più importanti dell’artista Gea Casolaro. Ormai trasferitasi a Parigi, Gea Casolaro con le sue opere tenta un approccio sociologico, utilizzando video e fotografia per “studiare” la relazione che si ha …

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«E voi, che immagine vi siete fatti di me?»

Dal 7 Aprile all’11 Giugno, al Macro di Via Nizza, è stata allestita la mostra fotografica (e non solo) Con lo sguardo dell’altro che contiene i lavori più importanti dell’artista Gea Casolaro.

Ormai trasferitasi a Parigi, Gea Casolaro con le sue opere tenta un approccio sociologico, utilizzando video e fotografia per “studiare” la relazione che si ha con le immagini, la società, i paesaggi e le persone che ci circondano. Il Macro ospita le sue opere in tre sale dedicate completamente a lei: room #1, #2 e Biblioteca. Nella prima grande sala troviamo la serie di fotografie South, immagini scattate nella natura più selvaggia e poste sottosopra. L’intento è quello di sottoporre lo spettatore all’eliminazione dei propri limiti, che siano culturali o di percezione, limiti però legati allo sguardo.

«E voi, che immagine vi siete fatti di me?» è una frase che troviamo nella stessa stanza alla fine di un’altra serie di fotografie. Diversi scatti di persone prese nella vita quotidiana: un uomo che fa il pieno ad una pompa di benzina, una ragazza sorridente, una famiglia in posa di fronte ad una casa, tutte con il nome di “autoscatto”, Autoscatto ad una pompa di benzina è proprio il nome della prima opera citata, e rimaniamo poi sorpresi dall’ultima immagine dove, al posto di una fotografia ritroviamo questa domanda: “che immagine vi siete fatti di me?”. Un pretesto per riflettere un po’ di più sulle personalità che andiamo ad incontrare nella nostra vita quotidiana.

Sharing gazes è un’installazione composta da una serie di fotografie realizzate con un gruppo di studenti della School of Fine Arts di Addis Abeba. Uno studio di scatti che mirano a rappresentare il fotografo alle prese dello scatto e il soggetto poi fotografato. Un intreccio particolare ma di grande effetto. Uno specchio chiude questa stanza, uno specchio divenuto opera d’arte grazie ad una scritta che l’artista ci ha applicato sopra: “l’arte fa riflettere”. Ovviamente ritroviamo un doppio senso intriso in questa opera: lo spettatore si ritrova soggetto integrante dell’arte essendo riflesso nello specchio ma ovviamente, la frase ci fa mettere i piedi per terra in quanto l’arte ci fa realmente riflettere. La stessa artista ci racconta che quest’opera è stata creata dopo un invito particolare ad una cena fra artisti: ognuno doveva portare un qualcosa da mostrare e lei decide di farsi prestare uno specchio dal proprietario di casa e incollarci su le lettere nere che compongono la scritta. Di sicuro di grande effetto.

Nel percorso tra la room #1 e la room #2 è interessante seguire, in due mini stanze, dei video che la stessa artista ha girato nei carceri mettendo a confronto l’uomo e la donna e come si immaginano sia il mondo fuori visto dalle sbarre: Fuori da qui – Rebibbia femminile (2005) e Fuori da qui – Rebibbia maschile (2006). Nella room#2 troviamo Still here, un lavoro fotografico effettuato a Parigi davvero interessante dove la fotografa ha sovrapposto, a foto scattate appositamente, dei fotogrammi cinematografici come per darci l’idea che attraversando quel determinato ponte, possiamo ritrovarci immaginariamente in quel film.
Doppio sguardo è l’ultimo lavoro che ritroviamo in questa stanza: un’installazione composta da una serie di fotografie e un video realizzati lungo Calle Florida, la principale strada pedonale di Buenos Aires, nel periodo post-crisi economica dello stato sudamericano. Video e fotografie si completano a vicenda mostrando rispettivamente uno la visione d’insieme e l’altro dettagli importanti sullo studio sociologico. La mostra si conclude nella biblioteca del museo dove sono esposti in due grandi espositori altre opere importanti dell’artista, da non perdere.

L’arte di Gea Casolaro pone il problema critico sulla percezione culturale delle immagini. L’artista non propone esclusivamente immagini artistiche, ma immagini antropologiche o sociologiche dove lo sguardo dell’uomo è considerato il luogo naturale delle immagini.

La mostra si è svolta:
Museo Macro di Roma
Via Nizza, 138 – Roma
dal 07 Aprile al 11 Giugno 2017

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