martedì , 12 dicembre 2017
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Giovanni Segantini. Ritorno a Milano
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Fino al 18 gennaio 2015 torna, nella città dei suoi studi, la vivace e multietnica Milano, Giovanni Segantini, in una mostra antologica che comprende l’intera carriera di uno tra i massimi esponenti del Divisionismo. A Palazzo Reale è stata da poco inaugurata la personale dedicata a Giovanni Segantini, genio pittorico di fine Ottocento, dimenticato e …

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Genio ribelle

palazzo-reale-milano-80x801Fino al 18 gennaio 2015 torna, nella città dei suoi studi, la vivace e multietnica Milano, Giovanni Segantini, in una mostra antologica che comprende l’intera carriera di uno tra i massimi esponenti del Divisionismo.

A Palazzo Reale è stata da poco inaugurata la personale dedicata a Giovanni Segantini, genio pittorico di fine Ottocento, dimenticato e poi riscoperto dalla critica italiana e internazionale. Unica per numero di opere e rarità nella documentazione esposta, la mostra è tra gli eventi che compongono Milano Cuore d’Europa – il palinsesto multidisciplinare dell’Assessorato alla Cultura dedicato all’identità europea della città – e ripercorre in otto sezioni l’intera vita e la sfaccettata personalità artistica del maestro.
Ogni sezione rivela un tratto saliente di Segantini: in quella introduttiva vediamo esposti documenti e fotografie, lettere e libri appartenuti al pittore; nella preliminare è possibile confrontare i molti autoritratti che ne cadenzano l’esistenza e l’evoluzione artistica – tra i quali spicca Autoritratto all’età di vent’anni (1879-1880); nel prosieguo, si ammirano opere dei diversi generi in cui Segantini fu maestro – dalla fase naturalista all’incontro con il Divisionismo.
Tra i capolavori in mostra, nella V sezione, segnaliamo Ave Maria a trasbordo (II versione, 1886). “Dove Segantini già tocca”, afferma la critica d’arte Annie-Paule Quinsac, considerata la massima esperta dell’opera del pittore: “le tematiche chiave, cardine del suo Simbolismo: solitudine al cospetto della natura, armonia tra natura e destino, calore e tenerezza delle greggi, implicito parallelo tra maternità umana e animale”.
Segantini visse anche per lungo tempo in Svizzera e, “affascinato dall’ambiente alpino, fu tra i primi artisti ed intellettuali ad auspicare l’avvio di un grande turismo mondano. La montagna fu per lui fonte di ispirazione e… fulcro di vita sociale ricreativa. La montagna non come ostacolo ma come ponte, non come luogo di isolamento e di arretratezza culturale bensì come ambiente di transito e quindi di incontri, scambi e condivisione. Segantini è stato ed è ancora oggi metafora di una comune radice spirituale di carattere transfrontaliero che unisce Italia e Svizzera”, afferma Massimo Baggi, Console Generale della Confederazione Svizzera in Italia, confermando la vocazione europea della mostra. Va altresì ricordato, a livello artistico, che è in Svizzera che Segantini entra in contatto e si confronta, in maniera personale, con il Divisionismo. A questo periodo si ascrivono indiscussi capolavori, tra i quali citiamo Mezzogiorno sulle Alpi (1891) e Donna alla fonte (1893). E, ancora, segnaliamo che l’intera sezione VII è dedicata al Trittico dell’Engadina, presentato non solamente quale opera finita ma anche attraverso gli studi preparatori. Infine, nell’ultima sezione, dedicata al tema della maternità, spiccano Le due madri (1889), ossia il manifesto del Divisionismo italiano, oltre ad alcune opere di matrice simbolista.
Nel complesso notiamo un percorso espositivo fruibile, un allestimento agile, che permette al visitatore l’analisi teorica e la comparazione visiva dei temi prediletti e dei differenti stili adottati dal maestro. Come precisa lo stesso architetto Corrado Anselmi a proposito: “L’allestimento accompagna le opere… utilizzando pochi effetti marcatamente scenografici, e si pone l’intento di commentare gli spazi ospitanti e di far apprezzare le similitudini e le differenze dei temi e degli stili pittorici. L’analisi della tavolozza segantiniana ha determinato la scelta dei colori utilizzati in allestimento sia per commentare i vari temi del percorso scientifico e sia per offrire una ambientazione decorativa degli spazi. Il blu e il verde scelti come fondo delle pareti sono volutamente grigiastri per esaltare colori e luci interne delle opere”.

147-donna-alla-fonte[1] 42-mezzogiorno-sulle-alpi[1]


La mostra continua:
Palazzo Reale

piazza del Duomo, 12 – Milano

Giovanni Segantini. Ritorno a Milano
dal 18 settembre 2014 al 18 gennaio 2015
orari: lunedì, dalle ore 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle ore 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato, dalle ore 9.30 alle 22.30

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