martedì , 27 giugno 2017
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Gruppo ULTRA – No(w) regrets
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Senza rimpianti, così la mostra del gruppo ULTRA curata da Tommaso Zijno, presso il MLAC (Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea) dell’Università di Roma La Sapienza, intende ragionare sulla situazione in cui versa l’arte di oggi. Slot machine bruciate, flash di luci abbaglianti, resti di manichini abbandonati; questo prepara gli ospiti in un’anticamera prima della mostra che …

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La tradizione artistica incontra la modernità

LOGO MLACSenza rimpianti, così la mostra del gruppo ULTRA curata da Tommaso Zijno, presso il MLAC (Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea) dell’Università di Roma La Sapienza, intende ragionare sulla situazione in cui versa l’arte di oggi.

Slot machine bruciate, flash di luci abbaglianti, resti di manichini abbandonati; questo prepara gli ospiti in un’anticamera prima della mostra che porta il titolo ambiguo di No(w) Regrets: sensazioni di morte, corruzione del corpo e della mente; elementi che hanno un legame profondo con i lavori proposti dal gruppo ULTRA (il nome sotto cui Alessandro Calizza, Desiderio, Cristiano Carotti e Marcio Piantoni hanno deciso di unirsi).
Come viene mostrato in uno schermo al centro della mostra, le slot machine rimandano al gioco d’azzardo, alla scommessa di questi artisti di mostrare l’arte di oggi per confrontarsi con il passato. Non hanno rimpianti nel farlo, ma il gruppo ULTRA azzarda un’ipotesi: forse è la modernità che sta perdendo la scommessa più grande con l’arte.

Nel lavoro di Alessandro Calizza l’arte classica viene circondata da colori forti, accessi, come ad evidenziare un problema. La scultura classica si scioglie, si deteriora, e il tema della morte, come uno scheletro lasciato davanti agli occhi di tutti i visitatori, impressiona per la schiettezza con cui comunica con il pubblico. L’arte classica sta perdendo il suo valore e siamo noi i colpevoli di questa morte. La modernità, con i suoi tempi veloci, perde progressivamente il contatto con la realtà.

Un deterioramento visibile nella “densità” pittorica di Desiderio, il quale attinge ad atmosfere post-apocalittiche colme di rimandi alla cultura pop, alla decostruzione del corpo umano e all’utilizzo della sua carne come prodotto industriale; simile alla macellazione del maiale. Tra una macchina industriale e una camera d’albergo, lo spazio mostrato dall’artista nella sua tela ad olio rimanda ad una decadenza costante, quasi patologica.

Il corpo umano, portato alla perfezione dalle sculture dell’arte classica, sembra perdere la sua materialità, la sua centralità nell’arte. Il potere economico ha cambiato l’arte stessa e in Marco Piantoni il consumo della carne suina, la lotteria, il gratta e vinci e il denaro diventano centrali, tanto da realizzare in una sua opera banconote con la pelle di maiale. In Piantoni l’oggetto moderno rappresenta la tela su cui dipingere l’arte; il gratta e vinci viene rimodellato per essere adattato alla realtà rivisitata dall’artista e una semplice schedina del Superenalotto diventa un santino con San Francesco o San Paolo. Nell’artista il consumismo diventa una religione e l’arte classica diventa un dipinto da materassino; un’usa e getta il cui valore è dato dal denaro che vale e non dall’arte che esprime. Cristiano Carotti lega a questa materialità una provocazione meno schietta: il classicismo, la morte, la manipolazione del corpo si legano in uno stile espressionista. La tradizione artistica gioca con il presente, portando lo spettatore ad una riflessione più profonda.

La mostra continua:
MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea)
Università Sapienza di Roma, Palazzo del Rettorato
Piazzale Aldo Moro, 5 – Roma

No(w) Regrets
di Alessandro Calizza, Cristiano Carotti, Desiderio e Marco Piantoni (gruppo ULTRA)
a cura di Tommaso Zijno
organizzata con il supporto di Romana Telai di Fausto Cantagalli, BABLAB, Terra di Sapori e Saperi, Casale del Giglio
dal 17 al 31 marzo 2016
orari: dal lunedì al sabato 14-19
ingresso gratuito

 

 

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