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Il mondo dei robot – da Asimov a Goldrake, da Terminator a Wall-E
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Allo WOW Spazio Fumetto, una ricca mostra che ripercorre la storia dei robot tra fumetti, letteratura e cinematografia. Tutto nacque da un tram. “Per andare a Praga presi il tram che partiva dalla periferia della città. Era affollato di gente e molto scomodo. […] Erano schiacciate dentro il mezzo non come pecore ma come macchine …

8,00

Robot per tutti i gusti

wow-milanoAllo WOW Spazio Fumetto, una ricca mostra che ripercorre la storia dei robot tra fumetti, letteratura e cinematografia.

Tutto nacque da un tram. “Per andare a Praga presi il tram che partiva dalla periferia della città. Era affollato di gente e molto scomodo. […] Erano schiacciate dentro il mezzo non come pecore ma come macchine prodotte in serie. Cominciai a percepire la gente non più come singoli individui ma come macchine e pensai ad un’espressione che descrivesse un uomo capace di lavorare ma incapace di pensare. Quest’idea era contenuta in una parola ceca – ROBOT.” È la testimonianza di Karel Capek, autore teatrale che nel 1920, per la prima volta, utilizza il termine robot nella commedia R.U.R – Rossumovi univerzaini roboti (I robot universali di Rossum) indicando con esso uomini creati in laboratorio.
La mostra Il mondo dei robot allestita al WOW Spazio Fumetto, tuttavia, parte dalle esperienze più antiche, mostrando l’evoluzione del concetto di “uomo artificiale” e riportando alla ribalta l’automa cavaliere progettato da Leonardo da Vinci per gli Sforza, i golem (giganti di argilla) della mitologia ebraica, il Pinocchio di Collodi.
Il concetto di “uomo artificiale” e, successivamente, di robot comincia a diffondersi e a permeare le più svariate forme artistiche: fumetto, animazione, cinematografia e letteratura. Ovviamente il fulcro della mostra sono le molteplici pagine dei fumetti: le tavole e le copertine sono esposte all’interno di grossi quadri, accompagnate da spiegazioni e da “curiosità robotiche”. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età: le prime idee del Novecento – i Kin-der-Kids di Feininger, gli italianissimi Robottino e Scuterino, l’americano Percy fino al giapponese Astro boy; i robot meccanici e distruttivi; quelli domestici – Robert il robot aiutante di Paperino, Rosie dei Jetson, Edi di Archimede; le battaglie contro i supereroi – tra questi Ultron, acerrimo nemico dei Vendicatori e prossimo protagonista del film della Marvel in uscita nel 2015; i robot che si battono per il bene dell’umanità – i Metal Men; i cyborg – tra questi Tony Stark nelle vesti di Iron Man; le sfide contro PK (il Paperinik tecnologico e futurista). Nelle numerosissime pagine esposte, si possono trovare tavole davvero interessanti: si può sorridere del tentativo dei bassotti di conquistare il palazzo di Zio Paperone attraverso i robot, si può rimanere incollati al vetro nell’ammirare la bellissima copertina che oppone Robocop a Terminator, si può subire il fascino delle lacrime di Visione che afferma: “anche un androide può piangere…”.
Dagli anni Venti del Novecento, tuttavia, i robot hanno invaso anche il grande schermo: la mostra ripercorre attraverso locandine, fotobuste e oggetti di scena alcuni celebri film che hanno visto come protagonisti creazioni artificiali proiettando di volta in volta il visitatore nel mondo di Metropolis, Robocop, Terminator, Star Wars, Transformers, Wall-E.
Il mondo dei Robot non poteva trascurare l’autore che più di ogni altro ha saputo avvicinare i lettori di tutto il mondo al genere fantascientifico e ha analizzato a fondo i confini tra uomo e macchina: Isaac Asimov. Le tre leggi della robotica da lui redatte sono stampate su un grosso cartellone a inizio mostra, quasi a voler imprimere nella mente del visitatore le tre norme fondamentali alle quali ogni robot deve obbedire.
Attraverso fumetti, libri, locandine, giocattoli di ogni tipo, rodovetri, statuette, costruzioni Lego e indimenticabili Emiglio (chi non ricorda il motivetto “Emiglio è meglio”?) si giunge all’ultimo spazio della mostra, dedicato ai cosiddetti robottoni giapponesi degli anni Ottanta: forse il periodo più florido e fortunato dei personaggi robotizzati. In questo caso le pagine dei fumetti e le tavole sono accompagnate dalle schede descrittive dei vari protagonisti: ecco allora Mazinga Z, Goldrake, Jeeg. Crea quasi timore il primo comandamento del pilota di robot: “non difenderai mai altri Paesi oltre al Giappone”. Dura la vita, allora, per l’italiano Big Robot ideato da Alberico Motta! Ma da dove nasce questa saga dei robottoni che ha dato vita a numerose serie animate e ha appassionato un’intera generazione? Ancora una volta dal traffico stradale. Rivela, infatti, Go Nagai di aver inventato il personaggio di Mazinga Z mentre si trovava imbottigliato: “Non sarebbe bello – pensò – se le auto avessero gambe e braccia e potessero scavalcare gli altri veicoli?”. La città all’ombra della Madonnina si rivela, dunque, l’ambientazione ideale per una mostra sui robot: chissà quanti milanesi, bloccati sui tram o nelle proprie auto nel traffico cittadino, avrà fantasticato di essere al comando di un robottone e di raggiungere la propria abitazione in pochi secondi…
Roba da robot.

Alessandro Bocci - Omaggio ai Robot Atlas Ufo Robot Copia originale prima edizione di I RObot autografata da ASimov esposta in mostra Corriere dei Picoli - Il Signor Bonaventura Edi Fabiano Ambu - Il gigante di ferro gli uforobot contro gli incvasori spaziali i robot e lo sputnik Immagine di Franco Brambilla, copertinista di Urania,  creata appositamente per il manifesto della mostra Jeeg Robot d'acciaio luca usai - Omaggio a Pianeta Proibito Motorino Robottoni Giapponesi Goldrake, Mazinga e Mazinga Z wall.e Rosie della serie I pronipoti

La mostra continua
WOW Spazio Fumetto
viale Campania 12 – Milano
orari: martedì-venerdì ore 15-19; sabato-domenica ore 15-20; lunedì chiuso
www.museowow.it

Il mondo dei robot – da Asimov a Goldrake, da Terminator a Wall-E
fino al 12 gennaio

8,00

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