lunedì , 18 dicembre 2017
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Jilly Casty. Sculture in vetro – Attimi di grazia e gioia
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In quella che forse è stata la prima vera domenica d’estate, il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi ha inaugurato la mostra dell’artista statunitense Jill Casty, Sculture in vetro – Attimi di grazia e di gioia. Trionfo di colore, trasparenza e leggerezza.Nella presentazione alla mostra e sul suo sito, si leggono parole in difesa …


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Incredibile leggerezza

In quella che forse è stata la prima vera domenica d’estate, il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi ha inaugurato la mostra dell’artista statunitense Jill Casty, Sculture in vetro – Attimi di grazia e di gioia. Trionfo di colore, trasparenza e leggerezza.

Nella presentazione alla mostra e sul suo sito, si leggono parole in difesa di un’arte fatta di bellezza e armonia. «Nel credo artistico di Pierre Auguste Renoir, a proposito del ruolo, o meglio del bisogno di bellezza nel mondo, si legge: “Alla mia mente, un ritratto dovrebbe essere qualche cosa piacevole, allegro, e bello, sì bello! Ci sono molte cose sgradevoli nella vita così com’è, anche senza aggiungerne altre.” Renoir aveva ragione. E così io voglio esplorare un’arte di ritmi fluenti, forme armoniose e la bellezza. Un brindisi alla vita».

Si potrebbe pensare, quindi, a un’arte ingenua, che cerca di evadere e ignorare la realtà del mondo, soprattutto se si pensa alle correnti, e alle estetiche che hanno percorso il Novecento. La sua rivendicazione della bellezza porta però a riflettere. È infatti molto difficile affrontare il dolore, le difficoltà senza trovare un nutrimento per lo spirito altrove, e dal nutrimento trarre la forza per resistere e, magari, anche combattere. Ecco allora che la bellezza e l’armonia, la spensieratezza e la leggerezza che pervadono le opere di Jill Casty, la gioia che emanano, non sono una fuga ma in un certo senso una forma di resistenza. E sono la semplicità e la spontaneità emanate dalle sue opere a fare da garanzia alla sincerità delle sue intenzioni.

I giochi di colore e la trasparenza si fondono in allegria e levità, dimostrando però una solida coerenza fra ricerca, progetto artistico e risultato, nonché di struttura. Il riferimento a Matisse e al suo tentativo di far cantare i colori, esprime un intento che trova effettivamente realizzazione nelle opere. Anzi, in alcuni lavori i colori non solo cantano ma sono parte di una salda forma musicale – come potrebbe essere quella di un quartetto classico, con una solida struttura armonica e formale (si consideri, ad esempio, Il Suono del Colore – The Sound of Color).

Fra le opere presenti al Museo Ugo Guidi e al Logos Hotel, si incontrano figurine che sembrano abitare un bosco magico e surreale, sculture in cui il vetro si fa terra rossa (come quella del Grand Canyon), che si condensa, si concentra per essere resa all’osservatore. Vi troviamo opere caratterizzate da tensione e forza (come in Guardando nel vortice – Looking into the vortex) o spensieratezza (O Che Giorno Glorioso – Oh What a Glorious Day e La Mattina in Toscana – Tuscan Morning, in cui si fondono raffinatezza, maestria e leggerezza).
Dai panorami toscani delle opere su vetro si passa alle vedute delle fotografie. Dalla sognante e ariosa naturalezza delle prime si trascorre all’acida rielaborazione delle foto. Il centro di Pisa con l’Arno, o Matera e i suoi sassi, sono trasfigurati. I sassi trasmutano in macchie di luce, diventano pietre vulcaniche bollenti, si fanno panorami di fuoco, luminosi dall’interno, tane del drago più potente. La visione di Pisa (panorama noto a molti della zona versiliese, essendo il centro universitario di riferimento), confondendosi col ricordo, restituisce l’immagine di una città in qualche modo ribelle, resistente, forzuta e vigorosa.

Le fotografie esposte non si limitano alle vedute, anzi, queste ultime ne rappresentano solo una minima parte. Molte sono le immagini presenti, tutte caratterizzate da colori intensi, saturi, nutriti dai contrasti, talvolta violenti. Immagini che nascono dalla curiosità per spunti interessanti, scelti fra luoghi e oggetti quotidiani (finestre del bagno, farina in cucina, lavandini con sapone e residui) che, nell’immagine da rielaborare, diventano occasione per un gioco di forme e colori.

La mostra continua:
Museo Ugo Guidi
via Civitali, 33 – Forte dei Marmi (LU)

Logos Hotel
via Mazzini, 235 – Forte dei Marmi (LU)

fino a venerdì 30 Giugno
orari: al Mug, tutti i giorni, tranne il martedì, a ingresso libero, dalle ore 18.00 alle 20.00 o su appuntamento, telefonando al 348 3020538 o scrivendo a museougoguidi@gmail.com; al Logos Hotel, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 23.00 con ingresso libero

Jill Casty
Sculture in vetro – Attimi di grazia e gioia
mostra a cura di Lisa Matuschek Jako


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