sabato , 27 maggio 2017
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L’incubatore dell’Arte
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Inaugurata tra Garibaldi e Repubblica la nuova stecca per le associazioni artigiane. Lo scorso 7 ottobre, in una delle aree più centrali di Milano, città di grandi trasformazioni urbane, quella di Garibaldi – Repubblica, ai margini dello storico quartiere Isola, sono stati inaugurati al numero 26 di via De Castillia il nuovo Incubatore dell’Arte – …

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Inaugurata tra Garibaldi e Repubblica la nuova stecca per le associazioni artigiane.

Lo scorso 7 ottobre, in una delle aree più centrali di Milano, città di grandi trasformazioni urbane, quella di Garibaldi – Repubblica, ai margini dello storico quartiere Isola, sono stati inaugurati al numero 26 di via De Castillia il nuovo Incubatore dell’Arte – un edificio poliedrico destinato ad attività artigianali – e gli spazi aperti dei Giardini Isola. Presenti all’inaugurazione, in una cornice di sole autunnale, mercatini domenicali, banda con tamburi e tromboni, il Sindaco Pisapia con gli Assessori Boeri e De Cesaris, i rappresentanti di Hines Italia, l’immobiliaria di Porta Nuova, ma soprattutto tanta gente, soprattutto famiglie con bambini.
A Milano a fine degli anni ’90 la chiusura delle fabbriche interne alla città e il ridimensionamento degli scali ferroviari sono stati un’occasione per ripensare circa 6 milioni di mq destinandoli a nuove attività. La Garibaldi – Repubblica era una di queste occasioni ma che, come spesso accade a causa dei lunghi tempi degli investimenti immobiliari, è rimasta un vuoto urbano per parecchi anni nonostante la produzione del masterplan Città della Moda nel 2011 e diversi concorsi internazionali.
Alcune parti si sono riattivate in modo spontaneo, come lo storico edificio industriale Tecnomasio Brown Boveri chiamato Stecca degli Artigiani, occupato da un gruppo di artisti per mostre temporanee e diventato poi un insediamento abusivo di botteghe e attività sociali. Demolito dalle ruspe, gli artigiani delle associazioni riunite in ADA Stecca e rappresentate all’inaugurazione da Isabella Inti si sono viste “regalare” o, sarebbe meglio specificare, ricevere in comodato d’uso il nuovo Incubatore dopo un periodo passato nella “scarpiera”, le baracche dello stesso quartiere.

Progettato dall’architetto e Assessore milanese Stefano Boeri, l’Incubatore è un bell’esempio di edificio contemporaneo di vetro e lamiera stirata: quasi mille metri quadrati su due piani, spazio espositivo e laboratori sotto, aule per corsi e aula magna sopra, più una scalinata all’esterno che vuol essere una sorta di anfiteatro rivolto verso il parco. Per i più esperti in materia una visita è doverosa. Forse come elemento singolo non merita tanta attenzione ma certamente la posizione è particolare: baricentrico tra i nuovi insediamenti di Porta Garibaldi e del Palazzo della Regione Lombardia, adiacente alla palazzina del primo Novecento della Fondazione Catella, se non altro può essere una scusa in più per andare a vedere la nuova Isola. Per i meno esperti, visita consigliata, meglio se nel fine settimana e soprattutto se ci sono i mercatini nel parco. Magari ci si può andare in bicicletta per riparare una ruota e oliare la catena al laboratorio oppure con qualche pezzo di legno sottobraccio a dedicarsi al fai-da-te in compagnia. Chissà che non vi incontriate anche il Sindaco, a riparare la bici o a fare un giro negli Spazi Aperti. Inaugurati ieri anche questi ultimi, ma non certo finiti. Destinati a essere un grande parco che lega tutto il quartiere e le più moderne costruzioni, diventando uno dei più grandi spazi verdi di Milano centro, per ora è solo un parchetto con uno spazio bimbi ai piedi del Bosco Verticale.
Tra la folla festante e rumoreggiante ai banchetti della Coldiretti pieni di bontà, anche qualche brontolio: qualcuno il nuovo incubatore lo ha già rinominato “Stecchetta” per le ridotte dimensioni. In effetti, rispetto a prima, lo spazio a disposizione delle associazioni e dei cittadini è di parecchio diminuito. E’ vero che non era spazio propriamente regolare, ma le iniziative e le attività erano di tutto rispetto. I cittadini non chiedevano certo il lusso e l’eliporto del Palazzo della Regione, forse qualche metro quadrato in più (e meglio attrezzato: servivano laboratori, non architettura) non avrebbe fatto male. Ma tutti stanno al gioco delle promesse mantenute e il cerchio sembra chiuso anche se solo l’Assessore De Cesaris sostiene che c’è ancora molto da fare. Ma se il buongiorno si vede dal mattino e il mattino è come quello della festa del 7 ottobre, allora i milanesi possono sperare bene.

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