venerdì , 21 luglio 2017
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Luigi Fiorillo, l’avventuroso fotografo di Alessandria d’Egitto
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Ancora pochi giorni per vedere la mostra dedicata a Luigi Fiorillo, presso il Palazzo Rosso di Genova. Sono foto storiche, ingiallite a causa del procedimento di stampa all’albume che si usava nella seconda metà dell’800 e che raffigurano mondi, per l’epoca, lontani ed esotici, come Alessandria D’Egitto, la Palestina, l’Eritrea. Le foto in mostra sono …

8,00

Mondi mai (più) così lontani

rosso_big[1]Ancora pochi giorni per vedere la mostra dedicata a Luigi Fiorillo, presso il Palazzo Rosso di Genova.

Sono foto storiche, ingiallite a causa del procedimento di stampa all’albume che si usava nella seconda metà dell’800 e che raffigurano mondi, per l’epoca, lontani ed esotici, come Alessandria D’Egitto, la Palestina, l’Eritrea.
Le foto in mostra sono tra i primi esempi europei di reportage di viaggio e di guerra. Fiorillo, infatti, spesso a proprie spese e addossandosi il rischio del free lance non embedded, scelse, tra le altre, mete nelle quali si combatteva in virtù delle mire espansionistiche e colonialistiche dei paesi europei.
Per quanto si abbiano poche notizie biografiche (forse nato a Napoli, dove espone per la prima volta le sue opere, ma non si sa bene in quale anno), Fiorillo ebbe una certa notorietà, testimoniata dai riconoscimenti e dai premi internazionali ricevuti in Europa e in America.
Nel 1870 apre uno studio fotografico ad Alessandria d’Egitto, in pieno sviluppo economico e ricca di culture e comunità religiose e sociali differenziate: Egiziani del delta o della Nubia, Italiani, Greci, Armeni, Maltesi, Siriani, Inglesi e Russi.
Segue, per conto della Società geografica Italiana, la rivolta dell’esercito egiziano e il successivo bombardamento inglese nel 1882, documentando i danni alle case e agli edifici della città; la spedizione coloniale italiana in Africa Orientale e la vita religiosa di Gerusalemme.
I ritratti in posa degli abitanti del luogo, ci consentono oggi di ricostruire un universo di comportamenti e di abitudini; ci mostrano paesaggi intatti e non ancora contaminati dalla furia urbanistica e a tratti devastante della civiltà occidentale.
Fiorillo crede tenacemente nella tecnica fotografica come pratica per la raccolta di dati e informazioni, come strumento di conoscenza reciproca tra culture diverse, ma compatibili in spazi e aree geografiche nelle quali possano convivere tutte le religioni.
Muore nel 1898, in altrettante misteriose circostanze.
Una mostra stimolante soprattutto per la qualità storica della documentazione fotografica che forse avrebbe meritato un allestimento più sensibile e attento a facilitare al visitatore la visione delle opere.
Il recupero e la valorizzazione del lavoro dei fotografi degli albori è opera meritoria che incoraggia una pratica e una visione più consapevole da parte degli estimatori del genere; è auspicabile però che questi sforzi e la messa a disposizione di materiale così prezioso, come in questo caso è stato possibile grazie all’archivio privato di Adriano Silingardi, fotografo e collezionista di fotografie storiche, siano ricompensati da una promozione e da spazi adeguati a un pubblico numeroso e interessato.

La mostra continua
Musei di Strada Nuova

Palazzo Rosso, Genova
dal 24 ottobre 2014 al 11 gennaio 2015
dal martedì al venerdì 9-19; sabato e domenica 10-19
lunedì chiusura

Luigi Fiorillo, l’avventuroso fotografo di Alessandria d’Egitto
a cura di Elisabetta Papone e Adriano Silingardi nell´ambito di GenovaFotografia
organizzata da Centro di documentazione per la Storia, l´Arte e l´Immagine di Genova

8,00

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