venerdì , 21 luglio 2017
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Uliano Lucas. La vita e nient’altro
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La vita quotidiana e il lavoro, nell’Italia in costruzione degli anni ’60, attraverso gli occhi di un fotografo indipendente.Il Comune di Sesto San Giovanni, con la Fondazione ISEC (Istituto per la storia dell’età contemporanea), celebra il lavoro di fotografo di Uliano Lucas con una retrospettiva che abbraccia più di mezzo secolo d’attività. I progetti presentati …

8,00

La fotografia militante

sestosangiovanniLa vita quotidiana e il lavoro, nell’Italia in costruzione degli anni ’60, attraverso gli occhi di un fotografo indipendente.

Il Comune di Sesto San Giovanni, con la Fondazione ISEC (Istituto per la storia dell’età contemporanea), celebra il lavoro di fotografo di Uliano Lucas con una retrospettiva che abbraccia più di mezzo secolo d’attività. I progetti presentati sono tanti e le foto, per ognuno, solo quelle più esemplificative. Per quanto inevitabilmente un po’ dispersiva, la mostra è un’occasione preziosa per avere una visione d’insieme del lavoro di Lucas; ci destreggiamo, così, tra i pannelli dell’installazione, scorrendoli come l’indice con i capitoli di un libro e proviamo a ricostruire il percorso di vita professionale del fotografo milanese.
Uliano è ancora poco più che un adolescente, ha soli 17 anni e decide che la fotografia può dargli l’occasione oltre che per esprimersi, di contribuire al bilancio familiare, frutto del lavoro in fabbrica.
È il 1959, frequenta il quartiere di Brera e scatta foto ad artisti e scrittori. Incrocia Elio Vittorini alla Darsena e gli fa dei ritratti. Tuttavia, non gli basta; girando per la città, si accorge che c’è dell’altro, che probabilmente ha il privilegio di assistere, in diretta, a qualcosa d’importante. Gira per la stazione centrale di Milano e vede centinaia di persone scendere dai treni provenienti dal sud, tutti i giorni, per cercare lavoro nelle industrie del nord. Ecco, cosa davvero lo interessa: l’uomo e la sua relazione con il lavoro, in tutte le sue declinazioni: la ricerca del posto, quella degli emigrati meridionali arrivati a Milano con le valige di cartone tenute su dallo spago; anni di sviluppo economico, tutto concentrato nelle grandi città del nord, dove la manodopera disponibile non è sufficiente a coprire il fabbisogno. Esplora i posti di accoglienza e i dormitori pubblici. Entra nelle fabbriche e negli uffici e descrive ciò che vede: l’operaio alla catena di montaggio, gli impiegati amministrativi, i tecnici dei centri di ricerca e sviluppo. Aspetta il cambio turno, all’uscita delle fabbriche e poi li segue, idealmente, nelle manifestazioni operaie per le rivendicazioni contrattuali o tra le fila di chi, i disoccupati organizzati di Napoli, quel lavoro l’ha già perso. Una narrazione che si dipana, testimoniando un’epoca di profonde trasformazioni; periodo, quello a partire dai primi anni 60, cruciale e decisivo per la crescita del Paese e la formazione dei suoi valori fondanti.
Le sue fotografie sono esteticamente pulite, essenziali; non cercano l’effetto, non ammiccano e non chiedono complicità. Lucas ritrae gli ambienti che conosce personalmente e con molta naturalezza entra in empatia con i soggetti ripresi; di lui si fidano, sanno che non li tradirà.
Le riprese sono ravvicinate e sono sempre frutto della ricerca di una relazione, di uno scambio che è il vero risultato che il giovane fotografo ne ricava.
Free lance indipendente, come orgogliosamente rivendica, Lucas fotografa senza condizionamenti e vincoli, lasciandosi guidare dalle sue scelte di fotografo militante e impegnato che racconta le storie degli uomini, per come esse sono, senza filtri e artifici. Descrivere la vita quotidiana, “la vita e nient’altro”, diventa la sua missione e in maniera solo apparentemente semplice, si trova a parlare della trasformazione dell’Italia, schierandosi dalla parte della gente semplice. È una narrazione, inclusi i reportage all’estero e alcune significative escursioni nella ritrattistica e nella foto di costume, approcciati con il medesimo taglio fotogiornalistico, portavoce di un rinnovato umanesimo che indica nell’essere umano, l’artefice del proprio destino e il protagonista degli accadimenti storici.

P. 83 - n. 112 P. A4 - n. 173 P. 32G - n. 1 P. 54 - n. 4 P. 53 Da un reportage realizzato per "D- la Repubblica delle donne"

La mostra continua:
Spazioarte
via Maestri del Lavoro (MM1 Sesto Marelli) – Sesto San Giovanni MI
orario: martedì-domenica 15.30 – 19.30, giovedì 15.30 – 22.00
ingresso libero
fino a domenica 22 dicembre

Uliano Lucas
La vita e nient’altro
Cinquant’anni di viaggi e racconti di un fotoreporter free-lance
a cura di Tatiana Agliani
allestimento e grafica Lascialascia
manifesto Fayçal Zaouali
stampa delle fotografie Studio De Stefanis di Milano
postproduzione Elena Amanzio, Milano
promossa da Fondazione Isec e Comune di Sesto San Giovanni
in collaborazione con Istituto Lombardo di Storia Contemporanea
www.fondazioneisec.it
www.ulianolucas.it

Catalogo:
Mudima Edizioni

 
Eventi collaterali
Immagini riflesse
ciclo di incontri e dibattiti a partire dagli scatti di Uliano Lucas

giovedì 28 novembre ore 21.00
Come ti vorrei. Uomini/donne, lavoro/lavori al tempo della crisi
con Alessandro Braga, Odile Robotti, Paola Villa, Assunta Sarlo e i makers di Made in Mage

giovedì 5 dicembre ore 21.00
Matti da slegare. La rivoluzione di Franco Basaglia e Franca Ongaro
con Massimo Recalcati, Davide Motto, Simona Bordone, Pasquale Campanella, Ludovico Culicchia

giovedì 12 dicembre ore 21.00
“Dal momento che la terra è rotonda…”
con don Virginio Colmegna, Angelo Villa

8,00

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