Massimo Vitali | Leporello 2020. No Country for Old Man

Tra distanza e incomunicabilità

La nuova stagione della galleria romana VISIONAREA Art Space è stata inaugurata dalla mostra fotografica personale di Massimo Vitali intitolata Leporello 2020. No Country for Old Men, visitabile dal 6 maggio al 10 settembre 2021.

Un grande nome per una grande riapertura: Vitali è ad oggi uno dei fotografi italiani più importanti e conosciuti a livello internazionale. La mostra presso l’Auditorium Conciliazione presenta un totale di 16 foto, selezionate tra gli scatti dell’ultimo anno, e che quindi aprono naturalmente un dialogo con la situazione contemporanea e con l’eccezionalità delle condizioni che fanno parte della nostra quotidianità pandemica. La mostra Leporello 2020. No Country for Old Men del VISIONAREA Art Space si presenta così come una metariflessione su quanto sta accadendo, filtrata attraverso l’obiettivo fotografico.

La tematica degli scatti è in realtà uno spunto molto interessante: il fotografo, che ha fatto della vitalità e del raggruppamento sociale il suo tema caratteristico, dopo aver fatto i conti con mesi di distanziamento sociale, coprifuoco e le altre, purtroppo, necessarie severe norme per arginare l’epidemia, ha analizzato con sguardo critico e distaccato – come in un documentario – il comportamento degli italiani al mare nei primi mesi di libertà estiva.

Le figure ci appaiono quasi surreali: il distanziamento che persiste anche nell’acqua fa pensare alla composizione spaziale di un dipinto. Le foto, di cui sono state realizzate grandi stampe, quasi disturbano: se i colori e il movimento rievocano qualcosa di conosciuto – immagini, suoni, ricordi di un’estetica tutta italiana – la distanza, l’assenza di movimento, la staticità del medium fotografico che contrasta con le pose dei soggetti ci ricordano che qualcosa non va. Guardando le stampe, ci si aspetta quasi che le figure continuino la propria azione gestuale.

Sebbene la riflessione ed analisi del tema sia molto interessante una volta contestualizzata rispetto all’artista e al periodo, la mostra, a cura di Gianluca Marziani, purtroppo fallisce nel comunicare il messaggio ed arricchire gli interlocutori. Se l’allestimento delle stampe nello spazio della galleria si dimostra elegante ed accogliente e incuriosisce il fruitore che vi si avvicina, la mancanza di una effettiva guida alla lettura della sequenza fotografica impedisce che ci sia un dialogo con chi non conosca la filosofia e la poetica di Massimo Vitali. Il singolo colophon, che riporta una breve biografia e qualche accenno al fatto che gli scatti siano stati scattati in una estate specifica e particolare (quella del 2020), non è sufficiente per una comunicazione ottimale. E a risentirne sono le opere.

La necessità di figure nuove nel mondo dell’arte – curatori, comunicatori, mediatori culturali – è dettata da un’esigenza di comunicazione: mai come nel periodo postmoderno, l’arte in ogni sua manifestazione è relazionale, in quanto strumento che veicola un messaggio da un punto A (colui che lo pensa, l’artista) ad un punto B (tutti i fruitori, quanti più possibili). Anche la scelta di non instaurare un dialogo è infatti un messaggio. Ma, quando nella stessa intenzionalità dell’artista c’è una riflessione specifica, che tra l’altro osserva con una velata criticità l’anormale distanza a cui ci siamo conformati, sarebbe meglio dare a tutti la possibilità di approfondire.

Sarebbe bastata la semplice stampa di un intervento dell’artista, di un critico, del curatore per far sì che il pensiero prendesse forma e effettivamente comunicasse con chi si relaziona alle foto. La freddezza dell’esposizione e la mancanza di cura nei confronti dei visitatori penalizza il lavoro, che è stato realizzato fotografando gente comune sulle coste italiane ma che, nella sua fruizione, sembra riservato ad un pubblico già fin troppo specializzato.

La mostra continua:
Leporello 2020. No Country for Old Men di Massimo Vitali
a cura di Gianluca Marziani

VISIONAREA Art Space
Via della Conciliazione 4 (ingresso da Piazza Pia 1)

dal 6 maggio al 10 settembre 021

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Published by Chiara Gargiuli