Prima giornata dedicata al Festival internazionale della fotografia che invade palazzi, chiese sconsacrate e ville lucchesi dal 16 novembre all’8 dicembre.

Il nostro percorso nell’universo della Biennale di fotografia PhotoLux parte dalla Chiesa di San Cristoforo, dove sono esposti i vincitori del World Press Photo 2019.
Come sempre, purtroppo, i reportage delle maggiori testate raccontano le guerre che ormai devastano i quattro angoli del globo. Tra i finalisti della sezione World Press Photo Story of the Year e 1° premio nella sezione Reportage/Notizie Generali, Lorenzo Tugnoli con le immagini, pubblicate dal Washington Post, sullo Yemen e la situazione umanitaria e medica causata dall’Arabia Saudita che, non solamente bombarda il Paese da anni, ma lo affama imponendo – con la sua coalizione – un blocco delle importazioni di cibo, medicinali e carburante.

Cancro, la stigmatizzazione della transessualità e l’abuso di antidolorifici oppioidi negli Stati Uniti tra i temi selezionati nei Ritratti e Storie d’attualità. Mentre il 1° premio Reportage, sempre nella sezione Storie d’attualità, è assegnato a Olivia Harris con il suo racconto, insieme ironico e trasgressivo, delle molteplici iniziative contro e a favore dell’abrogazione della legge sull’aborto in Irlanda (battaglia che, ricordiamo, è stata vinta dagli abolizionisti con una netta affermazione della dignità e della libertà di scelta delle donne).

Nella sezione Sport sembrano prevalere quelli di contatto e immagini di violenza. Dal 3° premio Foto Singole dato a Terrell Groggins per le immagini cruente dell’incontro tra Hanna Gabriels e la campionessa olimpica di boxe, Claressa Shields; al 3° premio Reportage vinto da Elif Ozturk per la descrizione della tecnica del kirkpinar, un’antica forma di wrestling in cui i lottatori sono cosparsi d’olio. Più interessante il 2° premio Reportage a Michael Hanke, che racconta con un bianco e nero incisivo la vita del campione paralimpico ceco, Zdeněk Šafránek, capitano della nazionale di hockey su ghiaccio.

Una piccola isola di bellezza la sezione Natura con il 3° premio Reportage assegnato a Ingo Arndt e alle sue foto che immortalano, per il National Geographic, il puma ripreso nel proprio habitat naturale; il 2° premio Foto Singole a Jasper Doest per il fenicottero coi calzini (indispensabili per la sua guarigione); e il 1° premio, sempre Foto Singole, a Bence Máté per aver denunciato il trattamento riservato, in Romania, alle rane – alle quali tagliano le cosce e che poi ributtano in acqua in fin di vita.

Immagine in sé splendida, a livello espressivo e coloristico, nella sezione Ambiente, quella di Brent Stirton (1° premio Foto Singole) che imprime nei nostri occhi il ritratto di una donna, in mimetica, della squadra antibracconaggio del parco naturale di Phundundu (in Zimbabwe). Interessante il 2° premio Reportage, andato a Nadia Shira Cohen per aver svelato la palese contraddizione nella vita degli agricoltori mennoniti – che dovrebbero praticare pacifismo, carità e povertà – i quali, al contrario, nella penisola dello Yucatan, coltivano soia transgenica provocando la deforestazione di vaste aree e, usando composti agrochimici nocivi alla salute, causano anche un gravo danno economico alle comunità maya dedite alla produzione di miele biologico. Il 3° premio Foto Singole è stato assegnato all’immagine di Mário Cruz che mostra un bambino sdraiato su un materasso sporco, che galleggia sulle acque del fiume Pasig (a Manila), completamente sommerso dai rifiuti.
La cosiddetta guerra al narcotraffico messicano, in realtà una carneficina senza fine dove lo Stato è stato spesso colluso con i criminali dei vari cartelli della droga, è al centro dell’obiettivo di Yael Martínez, 2° premio nella sezione Progetti a lungo termine – che copre il periodo 2013/2018.

Le Spot News raccontano soprattutto la situazione dei migranti al confine tra Messico e Stati Uniti, e la World Press Photo of the Year 2019 è l’immagine del fotografo John Moore, Crying girl on the border, che ritrae una bambina proveniente dall’Honduras che piange mentre sua madre è arrestata dalla polizia di frontiera statunitense.
Piccolo inciso: interessante vedere i liceali, portati in gita scolastica, ridere e fare scherzi di fronte alle immagini di sofferenza e di morte (lo avevamo già notato anche in edizioni precedenti del PhotoLux: sembra che non riescano più a distinguere tra realtà e finzione).

La seconda tappa di questo viaggio nel nostro immaginario collettivo, forgiato attraverso le fotografie e l’informazione massmediatica, è al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca – con la collettiva dal titolo 2:56 AM. To the Moon and Back, dedicata, ovviamente, all’allunaggio a mezzo secolo di distanza. Prime pagine di quotidiani d’epoca, la registrazione della trasmissione RAI di allora, il disco The dark side of the moon dei Pink Floyd (peccato che non sia filodiffuso in sottofondo), una piccola sezione dedicata a Cristina De Middel e al sogno degli Afronauts (con un interessante scritto di Marion Quillard dedicato all’artista, solo in francese), foto del periodo, memorabilia, e alcune strisce di Les adventures de Tintin (ovviamente sulla Luna).

Più interessante, a livello fotografico e artistico, l’ultimo piano della mostra grazie ad alcune suggestive immagini in bianco e nero di Francesco Zizola dedicate ai meteoriti. E ancora, il ciclo Corpo Latteo (2018) in cui Antonio Biasiucci imprime su cinque monitor le immagini della lavorazione della mozzarella di bufala in maniera talmente straniante da perturbare il visitatore, quasi lo ponesse di fronte a un essere o a un pianeta in evoluzione. Dello stesso autore – anche se in grado di restituire un effetto meno destabilizzante forse a causa del diverso supporto (un polittico con 24 foto in banco e nero) – è comunque interessante anche Pani/Crani. Da notare il sonoro in sottofondo, che contribuisce a creare un’atmosfera sospesa e una sensazione d’attesa.

A chiusura non può mancare il rimando alla fantascienza: molto ironico negli scatti di Jorge Perez Higuera (2015), che inserisce i soldati dell’Impero di Star Wars in contesti urbani contemporanei, da un orinatoio agli scaffali di un supermercato. Suggestivo il lavoro di Alexey Kozhanov, Relics from the Space Ship; e nostalgica la messa in onda del telefilm culto degli anni 70, UFO.

Nei prossimi giorni vi accompagneremo in ulteriori tappe di questo viaggio tra passato e futuro, fotografia artistica e reportage.

Photolux Festival Edizione 2019
Mondi / New Worlds
Lucca, varie location
da sabato 16 novembre a domenica 8 dicembre 2019
orari: dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle 19.30; sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle 19.30

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