I tanti elementi dell’anima complessa di Zerocalcare

Il MAXXI dedica una completa e ricca personale a Zerocalcare, fumettista interprete di una generazione in bilico tra anedonia generazionale e impegno civile.

Non c’è alcun bisogno di ribadire come il “fumetto” (o, nella sua definizione più nobile, la “graphic novel”) ormai da decenni sia entrato a pieno titolo nell’alveo delle arti: si tratta di un dibattito che ha caratterizzato la modernità e che ha chiamato in prima persona Umberto Eco, e che in piena postmodernità ha rilanciato la sua valenza confermando le tesi del filosofo e semiologo italiano. Che nell’ambito della produzione “popular” il fumetto sia tra le modalità espressive più incisive e importanti dell’immaginario contemporaneo è confermato da diversi punti di vista: basti pensare alla nuova ondata hollywoodiana nel nuovo millennio di Marvel e DC Comics e alla complicazione in merito di contenuti e implicazioni concettuali della nuova scena di disegnatori e narratori. La tradizione fumettistico-vignettista del nostro paese è assai nobile e significativa, spesso nel settore non tanto del mero entertainment ma in quello più specificatamente politico e ideologico.

Questa serie di questioni diventano evidenti nella produzione e nel percorso di uno dei nomi più rilevanti dell’attuale scena fumettistica italiana, ovvero Zerocalcare, al quale il MAXXI dedica una ricca e articolata mostra dal titolo Scavare fossati – nutrire coccodrilli visitabile fino al prossimo 10 marzo. La vicenda biografica di Michele Rech, classe 1983, mette in evidenza la numerose sfaccettature dell’opera di un autore noto e acclamato come portavoce di quella generazione che naviga a vista tra precariato professionale (che è anche precariato esistenziale) e malinconico sguardo rivolto all’infanzia incontaminata, attaccamento al territorio della borgata metropolitana e sarcasmo cinico puntato contro la propria stessa esperienza di adolescente mai-adulto, o adulto ancora-adolescente. Non tutti sanno che però l’attività di Zerocalcare trova il proprio spazio di genesi negli ambienti dei centri sociali e dell’anarchismo più oltranzista: autore di copertine per fanzine indipendenti e di locandine per concerti di band della scena underground, Zerocalcare è particolarmente attaccato alla cultura straight edge, ovvero a quella variante della cultura punk che rifiuta la stravaganza e gli eccessi autodistruttivi. Perfetto per comprendere il profilo di Zerocalcare: agguerrito attivista per cause importanti e di levatura internazionale, Zero resta un ragazzo talmente normale da rispecchiare le inquietudini e i complessi di un’intera generazione, a prescindere dall’adesione alla sua radicalità politica.

La mostra inscena la complessità della psiche e del personaggio di Zerocalcare, che ripeto è la complessità irrisolvibile di un’intera generazione: un percorso non lineare e assai difficoltoso, come difficoltosi sono i meandri dell’interiorità di tutti i nati negli anni Ottanta, stretti tra contraddizioni tese e paradossi irrisolvibili. I diversi nuclei tematici si inseguono: Pop (ovvero il viaggio nell’immaginario anni ’80 e soprattutto ’90 che ha strutturato il pensiero e il profilo morale di molti attuali 30-40enni), Tribù (che punta l’occhio allo spazio miticizzato del quartiere di Rebibbia, alcova nella quale è cresciuto e si e formato Zerocalcare), Lotte e Resistenze e Non-reportage, che invece testimoniano l’impegno civico e politico dell’artista, sensibile in particolare alla causa curda e all’antifascismo suburbano. Per concludere, si tratta di una mostra che non solo fa il punto su un personaggio particolarmente noto e incisivo oggi, ma che mette in rilievo alcune prospettive che valorizzano ulteriormente il personaggio nell’attuale orizzonte massmediale e culturale.

La mostra continua:
Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XXI° secolo
spazio Extra-MAXXI
via G. Reni, 4A – Roma

Scavare fossati – nutrire coccodrilli
di Zerocalcare
a cura di Giulia Ferracci
realizzata in collaborazione con Silvia Barbagallo
fino al 10 marzo 2019
orari: tutti i giorni, dalle ore 11.00 alle 19.00; giovedì dalle ore 11.00 alle 22.00 (lunedì chiuso)

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