lunedì , 24 aprile 2017
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Viaggi in Scozia
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Due viaggi distanti nel tempo, due progetti avvicinati dall’amicizia e da una formazione analoga: Gabriele Basilico e Marco Introini, del tutto casualmente, in anni diversi, hanno fotografato in Scozia. Ora entrambi i lavori sono presentati, per la prima volta, insieme. Gabriele Basilico e Marco Introini, i due autori in mostra presso la Galleria Belvedere di …

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Belvedere scozzese

belvedere-milanoDue viaggi distanti nel tempo, due progetti avvicinati dall’amicizia e da una formazione analoga: Gabriele Basilico e Marco Introini, del tutto casualmente, in anni diversi, hanno fotografato in Scozia. Ora entrambi i lavori sono presentati, per la prima volta, insieme.

Gabriele Basilico e Marco Introini, i due autori in mostra presso la Galleria Belvedere di Milano, sono conosciuti entrambi per le fotografie di architettura, nelle quali a prevalere sono le linee, i volumi e le forme; il tutto confezionato col massimo rigore estetico, in composizioni dove emerge l’equilibrio e la perfetta armonia tra gli elementi ripresi. Eppure le foto esposte per questa occasione sono molto lontane da questo genere e ci svelano qualcosa in più su questi due fotografi.
Basilico, come è noto, ci ha lasciati, prematuramente, il 13 febbraio di quest’anno ed è stato per Introini un punto di riferimento imprescindibile nella costruzione del suo percorso professionale. Entrambi architetti, entrambi appassionati di viaggi. Uno in particolare, quello in Scozia, dal quale, in epoche diverse, torneranno con una serie di fotografie che, in buona misura, nulla hanno a che vedere con il lavoro di ricerca a loro più comunemente attribuito.
Nel ’69, quando compie il suo viaggio, il giovane Gabriele ha soli 25 anni e un interesse sviluppato per l’urbanistica. Parte con l’obiettivo di visitare le news towns, nuovi agglomerati urbani sorti a seguito del forte sviluppo demografico, portando con sé un rullino da 36 pose, forse con l’idea di riportare a casa la documentazione necessaria a sostenere un esame o a discutere la tesi, ma in realtà realizza, quasi involontariamente, un interessante reportage sulla periferia di Glasgow.
Il lavoro viene eseguito in poche ore, sembra quasi di vederlo camminare lungo le strade del quartiere e all’improvviso, attraversato un ponte ferroviario, individuare quasi casualmente un gruppo di bambine e ragazzi che contestualizza nel loro ambiente, descrivendone le caratteristiche architettoniche e gli usi funzionali: case popolari, cavalcavia, quartieri deserti, panni stesi nei cortili, ammassi di rottami agli angoli delle vie e in lontananza il centro storico di Glasgow.
Gabriele è fatalmente attratto da ciò che vede; i bambini, coi quali entra subito in empatia, “giocano” con lui, invitandolo a seguirli, con atteggiamenti di irrisione e di complicità al tempo stesso e, in tal modo, si offrono al suo obiettivo come protagonisti della strada della quale appaiono padroni assoluti.
È un Basilico insospettabile e sorprendente, concentrato sullo spazio urbano come ambito di relazione sociale; ma già pienamente maturo sia sul piano stilistico che su quello tecnico e consapevole della necessità di una fotografia che proceda per vie narrative, capace, attraverso l’angolo visuale specifico di una microstoria, di raccontare un mondo, un universo di valori e sentimenti.
Poche foto, una dozzina appena, come si addice al portfolio di un giovane studente di fotografia, ma fin da subito una grande lezione di fotoreportage.
Il lavoro di Introini è molto diverso. Ha 39 anni quando parte per la Scozia e al suo attivo una cattedra di fotografia al Politecnico di Milano, oltre a svariati riconoscimenti in campo internazionale per la sua attività di fotografo d’architettura. Sceglie, tuttavia, di “uscire” dalla città e riprendere paesaggi naturali, raramente punteggiati dalla presenza di labili tracce umane.
In un gioco di rimandi con il lavoro di Basilico, i suoi scatti sembrano alludere al fallimento di quel modello economico e del processo storico di progressiva urbanizzazione, utile a fornire la manodopera necessaria alla produzione di massa delle grandi fabbriche; quelle fabbriche, adesso sono chiuse e forse l’invito è a rivolgere lo sguardo a quell’ambiente dal quale i nostri progenitori provenivano, lasciando le campagne per inseguire un sogno, rivelatosi un miraggio.

La mostra continua:
Bel Vedere fotografia
via Santa Maria Valle 5 – Milano
orari: da martedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00
ingresso libero
www.belvederefoto.it

Gabriele Basilico / Marco Introini
Viaggi in Scozia
fino a sabato 16 novembre

8,00

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