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Wildlife Photographer of the Year
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Nel nuovo spazio espositivo della Fondazione Matalon si possono ammirare in questi giorni le immagini finaliste del Concorso di fotografia naturalistica, Wildlife Photographer of the Year, ormai alla sua cinquantesima edizione. Nella suggestione delle immaginifiche e labirintiche sale della Fondazione Matalon, e nell’ambito della manifestazione Photofestival, le opere sono divise secondo le categorie del concorso: …


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Lo spettacolo più bello

luciana matalonNel nuovo spazio espositivo della Fondazione Matalon si possono ammirare in questi giorni le immagini finaliste del Concorso di fotografia naturalistica, Wildlife Photographer of the Year, ormai alla sua cinquantesima edizione.

Nella suggestione delle immaginifiche e labirintiche sale della Fondazione Matalon, e nell’ambito della manifestazione Photofestival, le opere sono divise secondo le categorie del concorso: Diversità sulla Terra; Creatività e Tecnica; Documentario; Portfolio; Ambienti terrestri. Infine una categoria per i filmati in Time Lapse.
Ricco e molto stimolante l’apparato didascalico che ha il merito di riportare per ogni fotogramma, per gli appassionati e i fotoamatori più evoluti, i dettagli tecnici fino alla citazione del treppiede utilizzato in fase di ripresa; ma soprattutto di trasformare ogni immagine in una storia, narrata attraverso le parole del fotografo e la descrizione del luogo o della specie animale ritratta.
Una sezione speciale è dedicata ai cosiddetti Primi Scatti, nella quale espongono i giovani fotografi under 18, alcuni dei quali dei veri e propri talenti in erba. In questo ambito, la foto vincitrice è di Carlos Perez Naval, di appena 8 anni che al di là della perizia tecnica nell’esecuzione dello scatto dimostra di avere già le idee molto chiare sull’organizzazione di un piccolo set; notevole, per scelta del punto di ripresa, è anche l’immagine del Ghepardo ritratta dal bambino greco, sempre di 8 anni, Leon Petrinos.
Protagonisti sono gli animali, in genere mai ripresi per farci sorridere, ma sempre rispettandone la dignità e semmai mettendo in luce aspetti di un disagio provocato dall’uomo. È il caso di Bruno D’Amicis, uno dei sette fotografi italiani, destinatari di riconoscimenti da parte della giuria, che con la sua foto denuncia la cattura illegale e l’uccisione delle volpi selvatiche.
I fotografi, tutti, sono in genere dotati di un’elevata padronanza della tecnica e a volte di una buona dose di fortuna, ma soprattutto di una grande pazienza e caparbietà che spesso li porta a impiegare giorni e giorni a puntare un soggetto prima di poter fissare l’attimo, nell’inquadratura desiderata.
Il titolo di Wildlife Photographer of the Year e il corrispondente premio di 10.00 sterline è andato quest’anno a Michael Nichols, un fotografo professionista, la cui suggestiva immagine, al di là del sensazionalismo e dell’abilità nell’uso della macchina fotografica, ha il merito di restituire ai nostri occhi, in una scena apparentemente semplice, la straordinaria poesia della natura e la sua capacità di trasmettere pace e quiete ai nostri sempre troppo agitati animi.

La mostra continua:
Wildlife Photographer of the Year

Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte, 67 – Milano
MM Lanza
fino al 23 dicembre 2015
www.radicediunopercento.it
Tutti i giorni h 10.00 – 19.00 / Giovedì e Venerdì h 10.00 – 22.00
Chiuso Lunedì (aperto Lunedì 7 dicembre)
Sabato 7 novembre e Sabato 12 dicembre h 10.00 – 17.30


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