La fabbrica delle emozioni

Approda a Roma lo studio d’animazione più famoso del mondo, e ci trascina in un viaggio attraverso l’immaginazione ed i ricordi di avventure già vissute, ma sempre entusiasmanti.

“Hai un amico in me, un grande amico in me…” queste sono le parole che subito ci fanno pensare al capolavoro dell’animazione Pixar Toy Story e questa canzone è l’emblema di ciò che lo studio d’animazione è per tutti noi, un amico che rimane nella nostra mente. Lo studio Pixar rappresenta inoltre il grande sogno americano, un piccolo gruppo di persone che mette tutto se stesso nel suo ideale fino a raggiungere la celebrità, una celebrità guadagnata, perché è impossibile rimanere indifferenti davanti a certe opere.

Quello che mette in evidenza la mostra Pixar. 30 anni di animazione e di emozioni in corso presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma è che la Pixar Animation Studios ha firmato dei grandi capolavori toccando argomenti importantissimi per ognuno di noi; anche i più cinici non possono evitare di commuoversi guardando Up, che con i primi dieci minuti di video descrive una delle storie d’amore più belle mai narrate sul grande schermo. Wall-E è un elogio all’integrazione a all’amicizia, Inside Out ci mostra come l’adolescenza si insinui dentro di noi e ci faccia scoprire sentimenti mai provati; per non parlare di Toy Story che mette in scena il sogno di ogni bambino, dare vita ai propri giocattoli.

La mostra racchiude 400 opere, che variano dagli schizzi all’animazione digitale e che ci mostrano questi 30 anni di emozioni; questa mostra ha esordito nel 2005 al MOMA di New York City ed oggi arriva, arricchita nel corso degli anni, a Roma. In onore di questo avvenimento la Pixar ha creato “Artscape”, un’installazione diretta da Andrew Jimenez, che utilizza i bozzetti per un’esperienza immersiva di quindici minuti nel mondo dell’animazione, rivelando l’immaginario degli artisti della Pixar nel momento in cui hanno creato le opere e trasmettendo il significato dell’essere un filmaker. I disegni si animano per il pubblico nello stesso modo in cui si sono animati per i loro creatori, i disegni sono opere vive, rumorose e vibranti che vogliono catturare l’attenzione che meritano.

Il pensiero che da origine alla vita di questi disegni può essere compreso attraverso le parole di Lee Unkrich, regista-montatore Pixar: “I nostri film sono assolutamente high-tech, ma alla loro origine ci sono storie e personaggi sbocciati dall’immaginazione e dalla traccia di una matita su carta”. Camminando nelle varie aree della mostra ci rendiamo conto di quanto l’arte non abbia confini: spesso pensando all’animazione facciamo la distinzione tra quella Americana e quella Giapponese, invece entrando nella stanza “Zootropio Toy Story” scopriamo che il meccanismo tridimensionale utilizzato in Toy Story è stato ispirato dal Totoro Zootrope, creato da alcuni amici della Pixar al Ghibli Museum di Mitaka in Giappone e rappresenta un omaggio all’innovativo stobo-zootropio degli artisti Gregory Barsamian e Toshio Iwai.

La mostra Pixar 30 anni di animazione è visitabile fino al 20 Gennaio 2019, il percorso espositivo è stato progettato da Fabio Fornasari ed è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale. A completare l’evento, alcune attività collaterali: una serie di incontri, dal titolo “A regola d’arte”, e la rassegna cinematografica “Passione Pixar”.

La mostra continua:
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – Roma
dal 16 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019
orari martedì-domenica 10.00-20.00, venerdì e sabato fino alle 22.30

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